Numero 1 (2020) Supplemento 1

COVID-19 e gli anziani, un'esperienza per il futuro

Di nuovo in corsia

Laura De Togni

Verona

Sono una neurologa e lavoro a Verona (Ulss9),dopo anni di corsia gli ultimi dieci anni responsabile di un CDCD territoriale e che da circa due  anni è stato  inserito in una UOC di Neurologia Ospedaliera. Dal 18 marzo tutte le attività ambulatoriali differibili del nostro CDCD sono state sospese. Tutti noi operativi nel CDCDC siamo messi in gioco: costruendo una nuova modalità di lavoro per accogliere il forte grido di aiuto che arrivava dalle molte famiglie che abbiamo in carico ci siamo immediatamente attivati per supportare le famiglie che gestiscono a domicilio i propri cari con demenza e che presentano disturbi comportamentali. Tutti medici, infermieri e psicologi attraverso il telefono, mail, videochiamate abbiamo attivato canali di comunicazione con le famiglie. Abbiamo costruito una rete territoriale più forte di prima con i Medici di medicina generale e con le RSA. Ci siamo resi conto che il lockdown ha creato parecchi problemi anche in pazienti con decadimento cognitivo lieve. Si sono slatentizzati disturbi del comportamento spesso più gravi dove la famiglia è più fragile (il coniuge solo, il figlio lontano…). Si è creato un forte legame di collaborazione con i medici di medicina generale che mai come in questo periodo hanno apprezzato la presenza e la possibilità di condividere le scelte terapeutiche. Si sono evitati accessi al PS psichiatrici a molti dei nostri pazienti… Il mese di marzo è passato così con un lavoro continuo per creare quella rete che seppur senza il senza contatto fisico è stata arricchita dalla  carica umana e professionale di tutti coloro che operano nel CDCD.

Personalmente ho vissuto il mese di marzo come sospesa seppur convinta che il mio lavoro era prezioso. Ho toccato con mano l’importanza di esserci di essere presente per chi non potevo vedere ma di cui sentivo la sofferenza: i nostri anziani e i meno anziani affetti da decadimento cognitivo e le loro famiglie.

Il mio pensiero, però, correva sempre ai colleghi come Renzo, Alberto, Marino che ogni giorno combattevano in prima linea contro il nemico invisibile, e la sensazione di sospensione e una lieve angoscia tendevano  ad aumentare di giorno in giorno.

Poi all’inizio di Aprile sono stata chiamata a prestare servizio all’ospedale Covid di Villafranca (dove opera l’UOC di Neurologia a cui afferisco) e sono entrata in corsia infettivi.

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