Le case di riposo: esperienze di crisi
Ettore Muti
Mantova
In questo arco di tempo che va dai primi di marzo al 20 aprile 2020, l’accavallarsi di situazioni, vissuti, riflessioni, tentativi è stato caotico e arrembante. Le Case di Riposo in Italia e in particolare in Lombardia si sono trovate, loro malgrado, nell’occhio del ciclone. Come fare ordine e al contempo offrire riflessioni e proposte
Ci provo.
Intanto siamo di fronte ad un oblio generalizzato.
L’etimologia delle parole però ci aiuta. Esperienza dice il vissuto mentale, concreto di un evento accaduto. È la prima volta che una realtà ci si mostra così aggressiva e al contempo variegata e rapida nel suo disvelarsi.
Variegata, perché il Covid ci ha costretto a rispondere contemporaneamente a situazioni così diverse: il numero delle persone coinvolte è stato massiccio ,la pandemia si è palesata in molti anziani contemporaneamente, obbligando il Personale delle RSA a organizzare in tempi rapidi reparti Covid, reperire i DPI, gestire le complessità cliniche precedenti (polipatologia e co-morbilità), allettamento, demenze, deliri… con in più il contagio virale del Covid, e dovendo controllare nello stesso momento parametri, sintomi nuovi e diversi, richieste numerose, inedite e contemporanee.
Occorrevano risposte rapide a problemi numerosi che i malati presentavano, su piani diversi (polipatologia, sintomatologia, bisogni concreti e inediti, perdita di autonomia, terminalità), con nuovi strumenti (i DPI, procedure non conosciute prima, necessità di risposte in Equipe e spesso con tempi di programmazione ed esecuzione risicati).
Occorrevano risposte rapide da dare ai famigliari, costretti fin da subito al distanziamento dai loro cari, hanno portato pesi psicologici onerosi, affamati di risposte, che non sempre il personale riusciva a dare loro (quante risposte al telefono delle IP, quanti Skype e Whatsapp degli educatori, che per questo a volte si contagiavano). Era necessario permettere agli operatori (medici, infermieri, ASA OSS fisioterapisti, educatori, operatori delle pulizie, dell’Amministrazione, delle cucine, dei Servizi di Manutenzione e del Guardaroba, nella polimorfa varietà dei servizi così diversificati tutti chiusi in questo periodo compresi i CDI le RSA aperte, l’ADI, gli ambulatori e il CDCD) quasi sempre in numero inadeguato, di organizzarsi, e apprendere metodologie nuove.
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