Numero 1 (2020) Supplemento 1

COVID-19 e gli anziani, un'esperienza per il futuro

Un tentativo di diario nella stagione del covid-19 nelle RSA della provincia di Cremona

Walter Montini

Cremona

Se ripercorro questi tre mesi di pandemia, oggi avverto un senso di serenità interiore: ho fatto – abbiamo fatto – tutto il possibile per proteggere le persone anziane, le più fragili, che le famiglie ci hanno affidato.

Allora scorro la mia agenda a partire dalla data del 22 febbraio 2020. È un sabato: si è manifestata e materializzata in tutta la sua pericolosa drammaticità l’influenza (così allora veniva definita) del coronavirus. Mi rendo subito conto che come presidente di A.R.Sa.C., l’Associazione che riunisce tutte e trenta le Case di riposo, le residenze socio sanitarie della provincia di Cremona (con oltre 4.000 ospiti residenti, o posti letto, assistiti da più di 4.300 dipendenti complessivamente), non posso non prendere in mano con coraggio la situazione per gestirla in alcun i casi al di sopra e al di là dei vari “protocolli” prestabiliti.

Nello stesso giorno le RSA, in una riunione autoconvocata alla presenza dei direttori generali e sanitari di tutte le strutture, tenuta nel giardino di Cremona Solidale, decidono autonomamente, ancora prima della emanazione dei periodici decreti governativi e/o regionali, di chiudere immediatamente l’accesso delle strutture ai familiari degli ospiti e agli  esterni. Vengono sospesi anche i servizi dei Centri diurni e altri similari, ove presenti, in difformità alle disposizioni regionali che insistono per tenere aperte le strutture, limitando l’accesso solo a un familiare per ospite.

In tale situazione le RSA trovano la comprensione dei propri Sindaci che, attraverso l’emanazione di apposite ordinanze, supportano le decisioni prese. Era evidente il pericolo di diffusione del contagio nelle RSA anche tra il personale e gli ospiti, con conseguenze devastanti.

Andai a illustrare la decisione al Prefetto di Cremona, in termini preoccupati, il 26 febbraio in un incontro promosso dal Sindaco di Cremona, alla presenza delle direzioni generali dell’Azienda Cremona Solidale e dei servizi sociali del Comune di Cremona. E comunicai formalmente il senso della decisione presa al Direttore generale dell’ATS Valpadana il giorno stesso.

Da quel giorno, le RSA sono state lasciate sole, sistematicamente relegate ai margini delle decisioni prese da altri, dovendo far fronte alle problematiche che l’irrompere e l’evoluzione della situazione improvvisamente presentava e imponeva ogni giorno. Il tutto venne gestito quotidianamente attraverso un improvvisato coordinamento via social tra i direttori generali, che ha funzionato, e funziona tuttora, benissimo, in una partecipata intesa e comune impegno per affrontare qualsiasi problema.

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