Numero 1 (2020) Supplemento 1

COVID-19 e gli anziani, un'esperienza per il futuro

La cura dei malati a casa: luci e ombre

Federica Gottardi

Bergamo

La condizione di emergenza nella quale ci troviamo sta mettendo a dura prova la tenuta psicologica delle persone alle prese con una situazione straordinaria nella sua drammatica tragicità. Una lettura aristotelica del dramma tragico ci esorta a ripensare alla tragedia quale azione compiuta, svolta a mezzo di personaggi che agiscono sulla scena, non semplici narratori.

Ci scorgiamo oggi, noi tutti, protagonisti di un dramma che veicola ancora più di prima la riflessione sul contrasto tra necessità e libertà; tra bisogno e possibilità; tra vincoli e risorse.

Le misure restrittive, tanto indispensabili sul piano sanitario, stanno avendo un forte impatto sul piano umano e psicologico nella sua complessità.

L’attuale emergenza sanitaria sta cambiando il nostro modo di approcciarci alla vita quotidiana.

Siamo esseri dotati di una innata capacità di adattamento e resilienza, che ci rende abili nell’affrontare le situazioni di stress, ma siamo anche esseri estremamente sociali. Come è possibile adattarsi ed abituarsi ad una condizione di costante paura e incertezza e di distanziamento fisico e sociale? Come possiamo adattarci ad una condizione così innaturale?

Il timore del contagio, la paura per la propria salute e per quella dei nostri cari, l’isolamento forzato, il senso di solitudine, le incertezze economiche: condizioni che contrassegnano la nostra esperienza attuale, a prescindere dal ruolo sociale di ciascuno di noi, unitamente ad un profondo sentimento di impotenza. Risalgono a circa 40 anni fa i primi studi della psicologia cognitiva applicata al senso di perdita di controllo e di impotenza, e ciò che ne apprendiamo ci aiuta a comprendere la conseguenza psicologica dell’essere esposti per periodi prolungati ad eventi negativi e spiacevoli. Il concetto di impotenza appresa riassume dunque tale conseguenza: la percezione di non poter agire un controllo attivo in una situazione apparentemente incontrollabile. Ecco che si realizza l’inevitabile senso di sconforto e di inefficacia che determina reazioni emotive quali stati depressivi e ansia. Forse è inutile sottolineare le conseguenze di secondo livello, sia per la cittadinanza generale che per gli operatori sanitari impegnati in prima linea.

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