Numero 1 (2020) Supplemento 1

COVID-19 e gli anziani, un'esperienza per il futuro

Un passo indietro per ricominciare

Fabio Guerini

Brescia

Sono un geriatra che lavora presso il Dipartimento di Medicina E Riabilitazione dell’Istituto Clinico Sant’Anna di Brescia, e come tanti colleghi mi sono trovato a gestire, nel corso di questa emergenza, fino a oltre 160 letti dedicati a persone affette da COVID19.

Molto è già stato scritto al riguardo, sia da un punto di vista clinico che umano, sia del vissuto dei sanitari che dei pazienti che dei familiari.

Fin dal primo giorno sbalzato in una realtà in cui abbiamo dovuto reinventarci un mestiere, mi sono trovato circondato da colleghi di altre specialità che si sono messi a disposizione nel modo più incondizionato per quello che ognuno ha potuto fare. Nella povertà di informazioni e di mezzi soprattutto dei primi tempi ho visto approcciare senza timore i malati nei reparti dando conforto e speranza, ho visto studiare per capire chi avevamo di fronte, ho visto specialisti di ogni branca chirurgica compilare con dedizione cartelle ed esami obiettivi, o esperti di anatomopatologia fornire un supporto psicologico trascorrendo ore al telefono a familiari in disperata attesa di informazioni di un loro caro lasciato sulla soglia di un Pronto Soccorso e talvolta non più rivisto.

L’afflato con cui tutti noi sanitari abbiamo reagito all’emergenza, mettendo su uno stesso piano, dietro a quei camicioni azzurri e a quelle maschere asfissianti, medici, infermieri, ausiliari, in turni continuativi e logoranti, è stato l’argine per contenere l’ondata di piena che altrimenti avrebbe travolto, ancor più di quanto è accaduto, la nostra Comunità. Di questo siamo consapevoli, da questo siamo stati cambiati, con questo dentro di noi affronteremo il tempo a venire. Come mi ha scritto un collega chirurgo, grato dell’esperienza condivisa, abbiamo ripreso possesso del nostro mestiere, della nostra capacità di curare, ed insieme alle persone con cui abbiamo condiviso la fatica, della potenzialità data dalla collaborazione incondizionata tra professionisti medici, infermieri, tecnici e ausiliari con un obiettivo comune. Credo si possano chiamare gli “effetti collaterali del virus”.

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