Numero 1 (2020) Supplemento 1

COVID-19 e gli anziani, un'esperienza per il futuro

COVID 19 e gestione degli anziani nella emergenza e fuori della emergenza: vecchie e nuove paure dalle RSA alla società in Puglia, in Europa e nel mondo

Giancarlo Logroscino¹ ², Francesco Scapati³

1. Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”- Pia Fond. “Card. G. Panico”.
2. Dipartimento di Scienze Mediche di Base, Neuroscienze ed Organi di Senso.
3. Presidente AIP, Regione Puglia

Nello scenario italiano della pandemia, la Puglia è stata fino ad adesso una regione a bassa espansione della malattia. I dati ad oggi (29 Aprile 2020) per una regione di 4 milioni di persone circa sono i seguenti: 4.029 casi con 410 deceduti, 692 dimessi guariti e circa 60.000 tamponi effettuati.

Nonostante questi dati, che hanno rappresentato il risultato di un flusso basso e stabile di casi con picchi registrati probabilmente in occasione della migrazione al Sud di residenti settentrionali, originari del Sud Italia, in occasione del week end del 8 e 9 marzo.

Abbiamo concentrato questa nostra riflessione sui dati delle RSA poiché secondo la Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) quasi 1 morto su 2 nel mondo è avvenuto in una RSA.

Le residenze per gli anziani sono state individuate insieme agli ospedali dell’emergenza come principali siti di veicolo del contagio dalle autorità sanitarie. Sono al centro di quella strage silenziosa ed epocale, che si sta portando via un’intera generazione, quella artefice della ricostruzione postbellica e del boom economico. Chiaramente, poi come dimostra la vicenda, soprattutto lombarda ma non solo, le RSA sono state a loro volta fonte di contagio silenziosa per il resto della popolazione o bersaglio del contagio.

Quindi è opportuno centrare la propria attenzione, su quello che è avvenuto nelle RSA in Puglia con confronti con l’Italia e il resto del mondo per una migliore emergenza di questa e di nuove emergenze.

La fonte primaria dei dati è costituita, ad oggi, da 2.399 RSA presenti in tutte le regioni Italiane e le due province autonome, incluse nel sito dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a cura del Ministero della Sanità (MdS)1. Ad ognuno dei referenti di ogni singola RSA è stato inviato un questionario con 29 domande che indaga la situazione in corso a partire dal 1 febbraio 2020 e le procedure ed i comportamenti adottati per ridurre il rischio di contagio da COVID-19. Hanno risposto al questionario del MDS e ISS 577 strutture, pari al 27% delle strutture contattate. Il 37.4% del totale dei decessi (1.443/3.859) ha interessato residenti con riscontro di infezione da SARS-CoV-2 o con manifestazioni simil-influenzali. Il tasso di mortalità fra i residenti (residenti al 1° febbraio e nuovi ingressi dal 1° marzo), considerando i decessi di persone risultate positive e/ o con sintomi simil-influenzali, è del 3.1% ma sale fino al 6.8% in Lombardia.

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