Numero 1 (2020) Supplemento 1

COVID-19 e gli anziani, un'esperienza per il futuro

Un’esperienza difficile

Corrado Carabellese

Brescia

Le Residenze Sanitarie Assistenziali convenzionate dispongono del contratto e verifica con ATS Locale. Tra gli elementi previsti dal contratto è richiesto il protocollo della gestione delle malattie infettive.

Contemporaneamente le strutture dispongono, per le norme legislative di un responsabile della sicurezza e protezione (RSPP), che unitamente al medico competente redige il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che rappresenta l’identificazione dei rischi da lavoro e le attività messe in campo per il controllo e la tutela dei lavoratori.

Entrambi i documenti in genere non approfondiscono o riportano la condizione dell’epidemia. Purtroppo, nel gennaio 2020, è stato emesso allarme dall’OMS, ma solo con il 23 febbraio20.20 si è iniziato ad affrontarla con prime circolari trasmesse dalla Regione e ATS.

Le strutture hanno dovuto attivare disposizioni man-mano che giungevano in progressione potremo ed altre in autonomia che si potrebbero rappresentare in:

  • chiusura degli accessi ai familiare;
  • attivare implementazione del protocollo per la diffusione droplets e da contatto Nuovi DPI;
  • valutazione clinica dei sintomi respiratori con isolamento degli ospiti;
  • linee guida terapeutiche;
  • informazione costante ai familiari con telefono, videochiamate ecc.;
  • informazione delle condizioni cliniche per eventuale trasferimento in PS;
  • la disponibilità dei tamponi naso-faringei per la ricerca del Covid-19;
  • la gestione della terminalità breve.

Il controllo delle malattie infettive  si basa sulla diagnosi precoce per contenere la diffusione (Gandhi M. et al., 2020). Nelle fasi iniziali la viremia da Covid-19, che si trasmetteva attraverso le goccioline ed il contatto con superfici inquinate, si estrinseca con sintomi respiratori (febbre, tosse, respiro corto, astenia, perdita dei sapori, ecc) e per un periodo di incubazione di circa 5 giorni.

La gestione degli ospiti sintomatici poggia sulle procedure dell’isolamento, che ha visto diverse evoluzioni nel tempo, si partiva da nuclei con posti letto totalmente occupati e senza la disponibilità di camere vuote. L’isolamento avveniva nella stessa camera e successivamente con due ospiti nella stessa camera con sintomi respiratori. La maggior incidenza di ospiti con isolamento respiratorio ha richiesto la necessità di raggruppamento di coorte in un’area del nucleo con più camere che vedevano inseriti ospiti con sintomi respiratori ed un miglior utilizzo delle procedure dei DPI, che sempre più, l’approvvigionamento si rendeva difficile come anche il trasferimento in PS.

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